Founder che devono costituire (o hanno già costituito) una startup innovativa o una PMI innovativa, mantenerne i requisiti nel tempo, reperire capitale (seed, equity crowdfunding, Venture Capital) o accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa. È pensato anche per chi affronta il go-to-market e ha bisogno di un business plan solido e di un affiancamento manageriale. Referente del servizio: Dott. Andrea Pavoni (tel. 030 24 26 882).
Individuiamo la forma societaria e le clausole statutarie più adatte a founder e investitori, verifichiamo il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e gestiamo l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, tramite autocertificazione del legale rappresentante. Curiamo anche l’apertura della posizione fiscale, per non far perdere tempo prezioso al founder nella fase di avvio. Il quadro di riferimento resta il DL 179/2012, riscritto dalla Legge Concorrenza 193/2024: sono stati confermati i requisiti dimensionali e tecnologici, ma è stato introdotto il divieto di svolgere in via prevalente attività di agenzia o consulenza, ed è stata ridotta la durata ordinaria dell’iscrizione nella sezione speciale. Seguiamo il mantenimento dei requisiti negli anni successivi, incluse le nuove scadenze di conferma, per non perdere lo status acquisito.
Deve essere una società di capitali non quotata e di recente costituzione, rientrante nella definizione UE di micro, piccola o media impresa, con sede produttiva in Italia, valore della produzione fino a 5 milioni di euro dal secondo anno e nessuna distribuzione di utili. L’oggetto sociale deve riguardare prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e l’attività non deve consistere prevalentemente in agenzia o consulenza. È inoltre richiesto almeno un requisito tra: spese in R&S pari o superiori al 15%, personale qualificato, oppure titolarità di un brevetto o di un software registrato.
Dalla Legge Concorrenza 193/2024 la durata ordinaria dell’iscrizione nella sezione speciale è di 3 anni. È possibile restare iscritti fino a 5 anni complessivi se, oltre ai requisiti base, la società raggiunge condizioni rafforzate (ad esempio spese in R&S più elevate, un brevetto registrato o una quota rilevante di ricavi da clienti terzi). Oltre il quinto anno la Legge 193/2024 prevede una fase di scale-up, con proroghe biennali subordinate al raggiungimento di specifici risultati economici, come aumenti di capitale rilevanti o una forte crescita dei ricavi. La conferma dei requisiti va comunicata nei termini indicati dal MIMIT.
L’iscrizione avviene tramite autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante, depositata presso la Camera di Commercio competente, verificando che la società rientri nei limiti temporali previsti dalla norma. Studio Focus segue l’intera pratica: dalla definizione delle clausole statutarie alla predisposizione dell’autocertificazione, fino al monitoraggio periodico del mantenimento dei requisiti e delle nuove scadenze di conferma introdotte dalla Legge 193/2024, così da intervenire per tempo se qualche condizione dovesse venire meno.
La detrazione/deduzione ordinaria del 30% per chi investe nel capitale di startup innovative è sospesa dal 1° gennaio 2026 per la scadenza dell’autorizzazione UE; a giugno 2026 Italia e Commissione europea hanno chiuso la trattativa ed è stata avviata la notifica del nuovo regime, con possibile efficacia retroattiva. Fino all’approvazione formale non è operativa. Resta invece attivo l’incentivo “de minimis” (art. 29-bis DL 179/2012), elevato al 65% dalla Legge Concorrenza 193/2024, riservato però alle sole startup innovative (non alle PMI innovative) nei primi tre anni di iscrizione nella sezione speciale e nei limiti del regolamento de minimis. Accompagniamo founder e investitori nella corretta fruizione delle misure disponibili: incentivo de minimis, esoneri dai diritti camerali e dalle imposte di bollo, accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI, finanziamenti agevolati Smart&Start Italia e le deroghe alla disciplina societaria ordinaria riservate alle startup innovative.
La detrazione ordinaria del 30% è sospesa dal 1° gennaio 2026 per la scadenza dell’autorizzazione UE: a giugno 2026 è stata avviata la notifica del nuovo regime, con possibile efficacia retroattiva, ma fino all’approvazione formale non è operativa. Resta attivo l’incentivo “de minimis”, elevato al 65% dalla Legge Concorrenza 193/2024, ma solo per chi investe in startup innovative (non in PMI innovative) nei primi tre anni dall’iscrizione, entro 100.000 € annui per investitore e nel rispetto del plafond de minimis di 300.000 € in tre anni per la società. Studio Focus verifica requisiti e disponibilità del beneficio prima di ogni operazione.
È lo strumento agevolativo gestito da Invitalia per il MIMIT, dedicato alle startup innovative su tutto il territorio nazionale: eroga finanziamenti a tasso zero, con una quota a fondo perduto e maggiorazioni per il Centro-Sud e per compagini con specifiche caratteristiche (ad esempio età o composizione del team). Le condizioni operative (importi finanziabili, percentuali di copertura e di fondo perduto) sono aggiornate periodicamente da Invitalia: vanno verificate sul bando vigente al momento della domanda. Studio Focus predispone il business plan e la documentazione richiesta.
Le startup innovative iscritte nella sezione speciale accedono in modo gratuito al Fondo, senza il pagamento della commissione di garanzia e senza una valutazione del merito creditizio aggiuntiva rispetto a quella già svolta dalla banca finanziatrice. La percentuale di copertura e il massimale garantito sono stabiliti dal regolamento del gestore e possono variare nel tempo: li verifichiamo caso per caso prima di indicarli ai clienti.
Offriamo una contabilità dinamica e digitalizzata, pensata per la limitatezza di risorse tipica della fase early stage e per la diversa natura delle spese lungo il percorso di maturità tecnologica (TRL 1-9): dalla capitalizzazione dei costi di sviluppo nelle fasi iniziali alla gestione di ricavi ricorrenti nelle fasi più mature. Alla tenuta contabile affianchiamo un servizio di controllo di gestione: individuiamo gli indicatori (KPI) rilevanti per il business, monitoriamo lo scostamento tra obiettivi pianificati e risultati conseguiti e supportiamo le eventuali azioni correttive. Gestiamo inoltre le deroghe societarie riservate alle startup innovative e la rendicontazione periodica verso gli investitori.
No: la normativa prevede una proroga del termine per la copertura delle perdite, che posticipa la riduzione obbligatoria del capitale sociale rispetto alle società ordinarie. La startup innovativa è inoltre esclusa dalla disciplina delle società di comodo e in perdita sistematica, condizione tipica della fase early stage quando gli investimenti in R&S superano ricavi ancora limitati.
I TRL descrivono la maturità tecnologica di un progetto, dal concetto iniziale al prodotto validato sul mercato. Nelle fasi iniziali prevalgono la capitalizzazione dei costi di sviluppo, la gestione di eventuali contributi a fondo perduto e la rendicontazione delle spese in R&S; nelle fasi più avanzate entrano ricavi ricorrenti e un controllo di gestione più strutturato, con piano dei conti e reporting coerenti.
Serve a misurare i risultati sugli indicatori che contano davvero per il business e ad accorgersi rapidamente quando qualcosa si discosta dal piano. Costruiamo pochi KPI rilevanti, aggiornati con regolarità, per guidare le decisioni del founder e presentare agli investitori dati affidabili, integrati con la contabilità ordinaria e utili anche a orientare le priorità nelle fasi di maggiore incertezza.
Accompagniamo la startup lungo l’intero ciclo di vita del capitale: dai mezzi propri e dai primi investitori in fase seed fino al Venture Capital, passando per equity crowdfunding e finanza agevolata. Introduciamo, segnaliamo e supportiamo la presentazione a fondi di investimento, business angel e acceleratori, valutando anche un ingresso diretto di capitale nella fase seed quando il progetto lo giustifica. La due diligence continua che svolgiamo sulla gestione contabile consente di presentare agli investitori un pacchetto di startup “certificate” anche dal punto di vista finanziario, non solo dal punto di vista dell’idea imprenditoriale.
Il Business Angel è un investitore privato che entra in fase seed con capitali più contenuti, portando anche mentoring e rete di contatti. Il Venture Capital interviene tipicamente dopo la validazione del modello di business, con ticket più elevati e un approccio di portafoglio su più startup. La scelta dipende dallo stadio di sviluppo e dal fabbisogno di capitale del progetto.
Permette di raccogliere capitale da investitori retail e professionali tramite piattaforme autorizzate, oggi disciplinate dal Regolamento UE 2020/1503 sui fornitori di servizi di crowdfunding (ECSP), recepito in Italia con il D.Lgs. 30/2023 e vigilato da CONSOB. Nato in Italia come strumento riservato a startup e PMI innovative, oggi il quadro europeo lo rende accessibile a una platea più ampia di imprese. Studio Focus prepara la documentazione societaria e finanziaria richiesta dalla piattaforma.
Oltre a Smart&Start Italia, una startup può valutare bandi regionali, programmi europei per l’innovazione, voucher per consulenza specialistica e credito d’imposta su ricerca e sviluppo. Le startup innovative godono inoltre di un accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI per i finanziamenti bancari. Studio Focus verifica quali misure sono effettivamente accessibili al singolo progetto.
Il business plan è lo strumento cardine per pianificare la strategia, ottimizzare le risorse e misurare le prestazioni, oltre a essere spesso un requisito per accedere a Smart&Start Italia, ai bandi di finanza agevolata e alle principali campagne di equity crowdfunding. Lo costruiamo insieme a un’analisi di mercato (dimensione del mercato, competitor) e a un impianto di controllo con KPI e cruscotti, affiancando il founder anche nelle decisioni operative della fase di go-to-market.
Il business plan non serve solo a raccogliere capitali: è lo strumento di controllo di gestione che consente di pianificare le strategie, ottimizzare le risorse e ridurre la soggettività delle decisioni. Per le startup innovative è spesso un requisito per accedere a Smart&Start Italia, ai bandi di finanza agevolata e alle principali campagne di equity crowdfunding, e va quindi mantenuto aggiornato nel tempo.
Gli investitori usano metriche come IRR (tasso di rendimento interno) e MOIC (multiplo sul capitale investito), ragionando in termini di portafoglio: si aspettano ritorni elevati dalle poche startup vincenti per compensare i fallimenti. Un business plan realistico, con ipotesi verificabili, è fondamentale per sostenere una valutazione credibile davanti a un investitore.
Sono soggetti iscritti in un’apposita sezione del Registro delle Imprese che offrono a startup e founder spazi, mentoring, contatti e, talvolta, capitali nella fase di early stage. Collaborare con un incubatore o un acceleratore certificato può inoltre rilevare ai fini del mantenimento o dell’estensione dei requisiti di startup innovativa, a seconda delle condizioni previste dalla normativa vigente.
Seguiamo, anche insieme a legali di fiducia, NDA, patti parasociali, clausole di vesting, stock option, work for equity, term sheet e operazioni straordinarie (M&A), con attenzione specifica agli istituti di favore previsti per le startup innovative. Costruiamo statuti su misura per founder e investitori, con le clausole tipiche delle operazioni di Venture Capital (categorie di quote, drag-along, tag-along, diritti di prelazione), e seguiamo la contrattualistica di lavoro flessibile, la tutela della proprietà intellettuale (marchi, brevetti, software) e la compliance normativa, incluse le regole su protezione dei dati e intelligenza artificiale.
Sono strumenti di remunerazione tramite partecipazione al capitale, previsti dall’art. 27 DL 179/2012 per startup innovative e incubatori certificati. Alla loro assegnazione ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori di opere e servizi non si applica tassazione IRPEF né contribuzione INPS: l’eventuale plusvalenza è tassata solo al momento della cessione delle quote, come reddito diverso (plusvalenza, art. 67 TUIR). Le condizioni di dettaglio vanno verificate caso per caso con il beneficiario.
Le startup innovative in forma di SRL possono derogare ad alcune regole del Codice Civile: emettere categorie di quote con diritti diversi, offrire quote al pubblico tramite equity crowdfunding, acquisire quote proprie a servizio dei piani di stock option e prevedere un voto non proporzionale alla partecipazione. Queste deroghe avvicinano la SRL innovativa agli strumenti tipici del mondo Venture Capital.
Tra le clausole più rilevanti: un oggetto sociale coerente con i requisiti tecnologici, le categorie di quote, le clausole di vesting e di good/bad leaver per i founder, drag-along e tag-along, il diritto di prelazione e i quorum rafforzati per le decisioni strategiche. Studio Focus costruisce lo statuto sulle esigenze specifiche di founder e investitori.
Partiamo dalla scelta della forma societaria e delle clausole statutarie più adatte a founder e investitori, avviamo una contabilità dedicata e verifichiamo i requisiti per l’iscrizione come startup innovativa.
Affianchiamo il founder con consulenza commercialistica continuativa, costruiamo il business plan, supportiamo la ricerca di capitali (dal seed al fundraising più strutturato) e forniamo affiancamento manageriale nelle decisioni operative.
Lavoriamo per consolidare i risultati raggiunti, sviluppare le relazioni con investitori e imprese consolidate e accompagnare l’eventuale transizione verso lo status di PMI innovativa o verso un’exit.

Il servizio è coordinato dal Dott. Andrea Pavoni, che segue direttamente founder e investitori e cura i contenuti di questa pagina, mantenendoli aggiornati alla normativa vigente.
Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026
Fonti ufficiali: D.L. 179/2012 · L. 193/2024 · Circolare MIMIT 29/07/2025 · Smart&Start Italia · Fondo di Garanzia PMI · Registro Imprese