Per proprietari che valutano cessione, acquisto o fusione della propria attività; soci in società per aumenti/riduzioni di capitale; imprenditori che strutturano holding; investitori in ricerca di target; titolari di partecipazioni da rivalutare o scindere. Hai un’operazione straordinaria in mente? Ti guidiamo dalle prime valutazioni fino alla realizzazione.
Determiniamo il valore reale della tua azienda applicando metodi consolidati (DCF, analisi dei multipli, metodo patrimoniale) in conformità ai Principi Italiani di Valutazione emanati dall’OIV. La valutazione serve in negoziazioni M&A, diritti di recesso, valutazione dei soci, transazioni straordinarie. Redattiamo report motivati, trasparenti e difendibili, che fondano ogni calcolo su dati concreti e ipotesi economiche plausibili. Dal piccolo imprenditore al grande holding, personalizzaimo l’approccio a ogni situazione.
Combiniamo tre famiglie di metodi. Il DCF (flussi attualizzati) è la base per aziende con previsioni chiare; i multipli (Ev/EBITDA, P/E) confrontano il valore con società simili; il metodo patrimoniale stima il valore netto reale degli asset. La scelta dipende dalla solidità dei dati storici, dalla maturità del business e dalle finalità della valutazione. Normalmente usiamo tutti e tre per triangolare un range credibile.
I tempi dipendono dalla complessità dell’azienda (fatturato, numero di divisioni, presenza estera) e dalla disponibilità dei dati: includono raccolta documentale, interviste, analisi di bilancio, ricerca di mercato e stesura del report. Se la situazione è già ordinata (bilanci certificati, piani aziendali, dati operativi digitalizzati), i tempi si accorciano sensibilmente. Per una stima puntuale sul proprio caso è opportuno un primo colloquio conoscitivo.
Sì, per almeno due motivi: primo, stabilisci il prezzo minimo accettabile; secondo, la valutazione indipendente aumenta credibilità con potenziali buyer (soprattutto fondi) e protegge la trattativa da contestazioni dopo la firma. Un buyer serio chiederà comunque una due diligence; avere una valutazione già pronta non la sostituisce ma la rafforza, dandoti più potere negoziale.
Fusioni, scissioni, conferimenti e cessioni d’azienda sono leve strategiche ma richiedono coordinamento rigoroso di contabilità, diritto societario, fiscalità e comunicazione verso stakeholder. Accompagniamo ogni fase: dalla valutazione iniziale, studio di fattibilità, negoziazione termini, predisposizione atti costitutivi/delibere, gestione adempimenti normativi (iscrizione registro, visure, comunicazioni CCIAA), fino a closing e integrazione. Ogni operazione è diversa; strutturiamo la soluzione su misura per esigenze e tempistiche del cliente.
Nella fusione due o più società si uniscono in una sola (per incorporazione o creazione di nuova società). Nella scissione una società trasferisce parte o tutto il patrimonio a una o più società, esistenti o di nuova costituzione. La fusione concentra, la scissione suddivide. Entrambe, se strutturate secondo legge, sono fiscalmente neutre (artt. 172-173 TUIR); i creditori delle società coinvolte possono opporsi entro 60 giorni dall’iscrizione della delibera (art. 2503 c.c.), salvo consenso, pagamento o deposito delle somme dovute.
Primo, una valutazione della parte trasferita (tangibili, intangibili, avviamento, marchio). Secondo, delibera dei soci della società cedente. Terzo, atto pubblico o scrittura privata autenticata, necessari in ogni caso per l’iscrizione nel registro delle imprese (e comunque richiesti se sono compresi beni immobili). Quarto, iscrizioni tributarie e camerali. Quinto, comunicazioni a creditori e, se previsto, alle rappresentanze sindacali. Il trasferimento di ramo NON estingue la società cedente, diversamente dalla scissione totale.
Sì, nella generalità dei casi. L’art. 2343 c.c. (S.p.A.) richiede una relazione giurata di un esperto designato dal tribunale; l’art. 2465 c.c. (S.r.l.) richiede una relazione di un revisore legale o di una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro, che attestino un valore almeno pari a capitale e sovrapprezzo dichiarati. Per le S.p.A., l’art. 2343-ter c.c. esonera dalla relazione in casi specifici (titoli con prezzo di mercato recente, o beni già valutati da un esperto indipendente nei sei mesi precedenti), non in base all’importo conferito.
Prima di acquisire o investire, è vitale esaminare lo stato reale della target: bilanci passati, situazione tributaria, debiti occulti, cause pendenti, conformità normative, ammortamenti, svalutazioni di magazzino, crediti inesigibili. La due diligence contabile e fiscale scava nei numeri, identifica rischi nascosti e sorprese post-acquisizione. Redattiamo report dettagliato con findings, impact quantitativo e raccomandazioni. Serve sia a compratori (proteggere l’investimento) sia a venditori (anticipare obiezioni e correggere situazioni critiche).
È un’indagine sistematica che il buyer (o il venditore in preparazione) conduce sulla target per verificare lo stato reale di bilanci, tasse, dipendenti, immobili, contratti, cause, marchi, brevetti, debiti nascosti. I risultati servono a definire il prezzo, negoziare riduzioni, chiedere garanzie/indennizzi o decidere di non procedere. Dura settimane/mesi a seconda della complessità aziendale.
La parte contabile e fiscale è nostra specialità: analizziamo bilanci, tributi, debiti. Spesso coordiniamo con legali (per contratti, cause, compliance), revisori (per certificazioni), e specialisti settoriali (ambiente, salute/sicurezza, proprietà intellettuale). Dipende dall’ampiezza del deal e dal profilo di rischio. In PMI, spesso una due diligence “snella” (contabile + fiscale + legale di base) è sufficiente.
Il costo varia in funzione delle dimensioni della target, della complessità dei bilanci, del numero di professionisti coinvolti (contabili, fiscalisti, legali) e dell’ampiezza dello scope concordato. La fatturazione può essere a corpo (su uno scope definito) o a tempo (ore più costi vivi). Il preventivo va richiesto caso per caso dopo un primo confronto sulla target e sugli obiettivi dell’operazione.
Se compri, aiutiamo a identificare target strategici, valutare attrattiva, negoziare prezzo, verificare rischi pre-acquisto, strutturare deal. Se vendi, guidiamo verso acquirenti credibili, costruiamo il positioning della tua azienda, gestiamo la trattativa, proteggiamo il tuo valore, negoziamo le migliori condizioni di uscita. La consulenza buy-side o sell-side non è solo finanza; è strategia: dove cresce il tuo settore? Chi può pagare di più? Che rischi devi mitigare? Come massimizzare il valore creato in anni di lavoro?
Buy-side: l’advisor affianca l’acquirente, cercando la migliore acquisizione al prezzo più favorevole. Sell-side: l’advisor affianca il venditore, cercando buyer credibili che massimizzino il valore di uscita. Gli interessi sono opposti, ma entrambi ricercano trasparenza e rispetto di termini concordati per evitare contenziosi post-deal che danneggiano entrambi.
Sì e no. Nel data room fornisci dati reali, ordinati, non falsificati. Ma strategicamente, non spieghi prima i problemi: lasci che il buyer li scopra, negoziando sconto/garanzia basato su realtà constatata. Se nascondi intenzionalmente (es., causa/multa in arrivo), diventi vulnerabile a azioni legali post-closing e rischi dannifico reputazione che compromette altri deal futuri.
Dipende. Vantaggioso per buyer: paga parte dell’importo solo se il business mantiene performance promesse (protezione da sorprese). Rischioso per venditore: rimani esposto al rendimento post-vendita, magari con nuovo management che sabota le performance. Usiamo earn-out quando condizioni sono oggettive, misurabili e il venditore rimane coinvolto 1-2 anni in ruolo advisor.
Alcune operazioni richiedono una perizia tecnica certificata: conferimenti di beni in natura (artt. 2343-2465 c.c.), rideterminazione del valore fiscale di partecipazioni, stima contabile per vertenze, impairment test, valutazione di rami d’azienda, stime per diritti di recesso. La perizia deve essere redatta dal soggetto abilitato previsto dalla norma di riferimento (a seconda dei casi: esperto designato dal tribunale, revisore legale, o professionista incaricato dal contribuente per le rideterminazioni fiscali), rispettare metodologie riconosciute (PIV) e resistere a contestazioni legali. Oltre alla tecnica, garantiamo il rigore procedurale: incarico motivato, documentazione, rapporto trasparente e disponibilità a testimoniare in giudizio se necessario.
Per S.p.A.: un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società (art. 2343 c.c.), salvo i casi di esonero previsti dall’art. 2343-ter c.c. Per S.r.l.: esclusivamente un revisore legale o una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro (art. 2465 c.c.), non un generico consulente. La perizia non è facoltativa: senza di essa il conferimento in natura non può essere validamente eseguito ai fini della liberazione del capitale sottoscritto.
Quando il valore di bilancio di goodwill/avviamento/marchio cala sotto il fair value, rilevi una perdita (impairment loss) e svaluti in bilancio. Serve soprattutto post-acquisizione (goodwill generato) e se business subisce contraccolpi (nuovi competitor, perdita clienti, regolamenti sfavorevoli). La valutazione (DCF, multipli) verifica se il valore sostenibile è inferiore al netto contabile; se sì, scrivi la differenza.
La rideterminazione (riservata alle persone fisiche non in regime d’impresa) consente di affrancare il costo fiscale della partecipazione tramite perizia giurata di stima e versamento di un’imposta sostitutiva, riducendo la plusvalenza imponibile in caso di cessione futura. Per il 2026 la Legge di Bilancio (L. 199/2025) ha fissato l’aliquota al 21% (in aumento dal 18% del 2025), con perfezionamento — asseverazione della perizia e versamento — entro il 30 novembre 2026. La convenienza va valutata caso per caso confrontando il costo della perizia e dell’imposta sostitutiva con l’imposta ordinariamente dovuta sulla plusvalenza in caso di vendita.
Quando un imprenditore possiede più attività, partecipazioni o ha bisogno di pianificare successione/liquidity, si ricorre a una holding: società madre che controlla rami operativi, partecipazioni, immobili. La holding centralizza decisioni strategiche, benefici fiscali (es., regime delle trasparenza, esonerazione IRAP), protezione patrimoni, facilita operazioni M&A, trasferimenti generazionali. Disegniamo la struttura su misura: quale forma giuridica (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.)? Quanti livelli? Che asset e flussi finanziatori? Come gestire la fiscalità nel rispetto delle norme antielusive?
Se hai multiple attività (fabbrica + immobili + partecipazioni), puoi centralizzare in holding e operare tramite controllate. Vantaggi fiscali (trasparenza non IRPEF, esonerazione IRAP su derivanti da partecipazioni); gestione semplificata; protezione asset (tenuta immobili in holding diversa da operativa riduce rischi creditori operativi). Svantaggio: complessità amministrativa, costi di gestione. Per PMI mono-attività, spesso non vale; per imprenditori con caratura strategica, sì.
Regime opzionale (artt. 115-116 TUIR) per società di capitali, riservato rispettivamente a società partecipate da altre società di capitali (art. 115) o a S.r.l. a ristretta base proprietaria partecipate da sole persone fisiche (art. 116): il reddito è imputato direttamente ai soci in proporzione alla quota, come nelle società di persone, evitando la doppia imposizione. Conviene valutarlo caso per caso confrontando l’IRES (24%) con l’IRPEF progressiva dei soci. Vale se la struttura è stabile e i soci sanno gestire redditi variabili.
Separando holding (tenuta immobili, brand, marchi, partecipazioni strategiche) da società operative (gestione business quotidiano). Se l’operativo entra in difficoltà, la holding rimane integra. Inoltre, intestando immobili a holding e affittandoli a operativo (a prezzo di mercato) crei firewall: se operativo fallisce, beni sono già altrove. Attenzione: l’Agenzia Entrate contesta se il prezzo di affitto non è di mercato.
Ascoltiamo il tuo obiettivo (vendita, acquisizione, ristrutturazione), raccogliamo dati aziendali (bilanci, piani, organizzazione), valutiamo opzioni disponibili, proponiamo struttura ottimale dal punto di vista strategico e fiscale.
Eseguiamo valutazioni secondo PIV, svolgiamo due diligence contabile-fiscale-legale, identifichiamo rischi, redattiamo report con findings e raccomandazioni, prepariamo documentation per negoziazione.
Affiancaimo nella trattativa con contraente, verifichiamo termini economici e contrattuali, ottimizziamo fiscalità, prepariamo atti legali (rogiti, delibere, patti parasociali), gestiamo adempimenti burocratici.
Gestiamo closing (trasferimento asset, registrazioni tributarie, iscrizioni camerali), supporto post-chiusura (integrazione, compliance, gestione earn-out o garanzie), monitoraggio performance raggiunto.

Il servizio è coordinato dal Dott. Umberto Pavoni, che cura i contenuti di questa pagina e li mantiene aggiornati alla normativa vigente.
Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2026
Fonti ufficiali: Fondazione OIV